L’agenda 2030 Onu e il riconoscimento degli obiettivi per lo sviluppo sostenibile

Aggiornamento: 21 gen



 

Nel 2015 più di 150 Paesi si sono accordati alle Nazioni Unite per dare un contributo allo sviluppo globale, proteggere l’ambiente e promuovere il benessere umano nel millennio.


Sono stati stabiliti 17 obiettivi da raggiungere nel 2030 che tendono di porre fine alla povertà, lottare contro l'ineguaglianza e mirare allo sviluppo sociale ed economico. Essi riprendono aspetti di fondamentale importanza per lo sviluppo sostenibile quali l’affrontare i cambiamenti climatici e costruire società pacifiche. In particolare, l’obiettivo 15 mira alla conservazione e all’uso sostenibile della biodiversità, importante per la sopravvivenza sulla terra.

L’ambiente, le piante e le specie animali vanno protetti;

esiste uno stretto legame tra il benessere umano, la salute dei sistemi naturali e la presenza di sfide comuni da affrontare.


IL PROBLEMA CLIMATICO E I PINGUINI

Il cambiamento climatico sta mettendo in difficoltà molte specie animali. Per questo il WWF richiama l’attenzione sul rischio a cui si va incontro e, tra l’altro, sensibilizza l’opinione pubblica sulla probabilità di perdere metà della popolazione dei pinguini che risentono del cambiamento climatico.

I pinguini imperatore sono i più alti fra tutti i pinguini. Essi possono raggiungere il metro e quindici di altezza e sono il simbolo del Polo sud. Il pinguino imperatore vive soltanto nel continente antartico ed è l’unico uccello antartico che nidifica durante l’inverno. Le femmine depongono un solo uovo di grandi dimensioni e il maschio si occupa di covarlo, coprendolo col proprio corpo per 65 giorni, finché la mamma torna e lo nutre. I pinguini sono uccelli incapaci di volare e vivono in colonie formate da migliaia di coppie.

Altre specie di pinguini vivono in Australia e Nuova Zelanda, sulla costa occidentale e meridionale del Sud America, nell’ Atlantico meridionale, nel sud dell’Africa e nelle isole dell’Oceano Indiano. Esiste, così, il pinguino reale, il pinguino dagli occhi gialli, il pinguino africano, il saltarocce e altre tipologie, poiché diversi gruppi di pinguini si sono incrociati nel corso della loro storia evolutiva. Ci sono alcune specie difficili ormai persino da trovare perché rischiano l’estinzione. Le popolazioni di pinguini delle Galápagos stanno diminuendo a causa del riscaldamento climatico e le popolazioni di pinguini africani stanno morendo a causa delle acque al largo dell’Africa meridionale che si riscaldano.


ALTRI FATTORI CHE MINANO LA SPECIE


Ma, per quanto sia un enorme problema, non solo il clima è da temere; esistono altri fattori, come l’inquinamento ambientale, l’alterazione dell’habitat e la presenza umana che incidono molto sulla vita di questo esemplare.

Le fuoruscite di petrolio e la plastica che viene riversata nelle discariche e negli oceani costituiscono grande causa di mortalità.

La plastica in mare rappresenta un problema che può mettere in pericolo anche la vita degli esseri umani, dato che ci mette centinaia di anni a disintegrarsi.

Tonnellate di plastica riversate negli oceani stanno avvelenando la vita marina in ogni angolo degli oceani e del Pianeta; essa viene addirittura ingerita dai pinguini e da altri animali marini e rappresenta un enorme pericolo.

Per sensibilizzare l’opinione pubblica, il WWF ha inteso realizzare un video che potesse mostrare in modo determinante quanto sia pericolosa questa situazione. Si vede, infatti, un’isola di rifiuti plastici in mare dove una intera colonia di pinguini è costretta a vivere in condizioni di estrema e disarmante difficoltà.

Il WWF ha anche diffuso dei giochi che riciclano bottiglie di polietilene e che dimostrano lo sforzo che l’associazione sta affrontando per ridurre il materiale plastico. Ha realizzato persino dei pinguini in materiale plastico riciclato e raccolto in mare.

Risulta evidente, dunque, cogliendo anche gli stimoli che riceviamo dall’Europa e dal WWF, che è necessario ridurre la dispersione di materie plastiche nell’ambiente naturale e garantire che esso non venga distrutto.

È un problema che va risolto solo se c’è un coordinamento fra le varie nazioni, poiché richiede una responsabilità condivisa e un’azione comune, fortemente voluta, di perseguire una soluzione a lungo termine che richiami la volontà di prevenire oltre che di recuperare.

Per la salvaguardia dell’Antartide e dei pinguini dal ritiro dei ghiacciai, dalla plastica e dall’inquinamento che sta modificando l’habitat naturale di questa specie, è stata anche istituita una giornata mondiale che cade il 25 aprile.

Esistono, inoltre, programmi di conservazione dei pinguini a cui si può partecipare anche da lontano in vario modo. Tutti dobbiamo dare il nostro contributo.


IL NOSTRO OBIETTIVO


Salvaguardare i pinguini è una sfida che si inserisce nelle grandi sfide che l’agenda 2030 pone e noi vogliamo contribuire rispettando i criteri di sostenibilità che riguardano tutti gli individui di questo pianeta e cercando di illustrare su questo sito i temi che riguardano, soprattutto, gli animali.

Iniziamo, così, proprio dai pinguini il cui ecosistema in cambiamento può provocarne la morte e l’estinzione.

Abilitiamo perciò anche un confronto di idee intorno a questi temi cruciali.

Sarà aperto un forum di discussione in cui ci sarà circolarità e raffronto di idee fra tutti coloro che vorranno partecipare attivamente. Il tema centrale cambierà periodicamente e il precedente resterà nell’archivio del sito.

Il tema di questo momento è la biodiversità e come preservarla, partendo proprio dai pinguini e dalla necessità di imparare ad attuare azioni sostenibili.



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